Ci pervengono da più parti segnalazioni di docenti utilizzati in biblioteca che, a causa delle necessità logistiche dovute alle misure di prevenzione covid, si sono visti privati della loro postazione di lavoro e delle loro mansioni, sia perché la biblioteca è stata trasformata in aula, sia perché il locale è stato dichiarato inagibile per mancata sanificazione.
Questi colleghi si trovano “parcheggiati” in corridoio o in sala insegnanti, oppure sono costretti a ricorrere alla malattia e stare a casa per non soggiacere all'umiliazione di essere additati come nullafacenti, oltretutto per 6 ore giornaliere; alcuni sono stati demansionati a centralinisti.
Smantellare le biblioteche è un grave danno al patrimonio culturale, come già evidenziato dalla Società Italiana per lo Studio del Patrimonio Storico-Educativo – SIPSE , e privare gli alunni delle loro biblioteche è un danno ancora più grande, checché ne dicano la viceministra dell’Istruzione ed altri esponenti politici. Togliere la postazione di lavoro a un lavoratore e ridurlo all'inattività non sappiamo nemmeno come definirlo: prevaricazione, maltrattamento, disinteresse, malvagità?