martedì 3 settembre 2013

ItaliaOggi 03/09/2013

Inidonei al palo e gli Ata pagano
Sono circa 3.350 i posti congelati dal ministero dell'istruzione



Disco rosso anche per l'anno scolastico 2013/2014 per il conferimento di incarichi a tempo indeterminato agli aspiranti assistenti amministrativi e assistenti tecnici inclusi nelle graduatorie provinciali permanenti.

Il ministro dell'economia e delle finanze non ha infatti autorizzato le immissioni in ruolo degli assistenti amministrativi e tecnici sui posti vacanti negli organici di diritto delle istituzioni scolastiche sempre a causa della mancata definizione delle problematiche relative al passaggio del personale docente inidoneo nei ruolo del personale Ata, così come previsto dai commi 13, 14 e 15 dell'art. 14 del decreto legge n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.135. Fonti ministeriali parlano di una platea di circa 3350 docenti inidonei.

Pertanto anche per l'anno scolastico 2013/2014, come avvenuto per l'anno scolastico precedente, i posti vacanti e disponibili di assistente amministrativo e assistente tecnico potranno essere coperti solo mediante il ricorso all'istituto della supplenza, nei termini e con le modalità espressamente previsti dall'art. 40 della legge 449/97. A tale fine, si legge nella nota ministeriale n. 8468 del 26 agosto 2013, gli uffici scolastici territoriali dovranno individuare, in base allo scorrimento delle graduatorie permanenti della provincia, gli aspiranti o gli aventi titolo che stipuleranno presso le istituzioni scolastiche il relativo contratto a tempo determinato fino alla nomina dell'avente diritto, ai sensi appunto del citato art. 40. In tal modo, si legge sempre nella nota ministeriale, i contratti così stipulati potranno essere convertiti in supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche, allorché si risolvano le problematiche relative al personale inidoneo.

L'unica soluzione delle problematiche relative al personale inidoneo, che potrebbe consentire al ministro dell'economia e delle finanze di autorizzare la copertura dei posti vacanti e disponibili mediante il conferimento di incarichi a tempo indeterminato, sarebbe quella di modificare, se non addirittura abrogare, le disposizioni contenute nei predetti commi dell'art. 14 del decreto legge n. 95/2012. Modifica o abrogazione, che potrebbero essere disposte o dal Parlamento con specifica legge o dal consiglio dei ministri con un decreto legge, dovrebbero riguardare in particolare le disposizioni contenute nel comma 13 che, come è noto, prevedono in prima battuta il transito del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, esclusivamente nei ruoli del personale amministrativo e tecnico.

In ogni caso, una eventuale modifica o una parziale abrogazione delle disposizioni contenute nei commi 13, 14 e 15 del citato decreto legge n. 95/2012 potrebbe eliminare i molti problemi creati al personale Ata (blocco delle nomine in ruolo, incertezze nelle supplenze, difficoltà per il personale di ruolo di potere accettare incarichi a tempo determinato di durata annuale), ma non potrebbe tuttavia risolvere di per sé la precaria situazione personale e professionale nella quale continuano ad operare i docenti inidonei già collocati fuori ruolo ed utilizzati in altri compiti.

Nicola Mondelli



Carrozza a caccia di 600 milioni
Decreto legge, cdm rinviato. Round sulle assunzioni

di Alessandra Ricciardi


È lievitato a circa 600 milioni di euro, dai 400 iniziali, il pacchetto scuola messo a punto dal ministro dell'istruzione, Maria Chiara Carrozza. E nel conto non rientra l'università, le cui misure allo studio dovrebbero finire in un decreto ad hoc, e neanche il piano triennale per le assunzioni degli insegnanti, già annunciato ma i cui oneri non sono stati ancora quantificati.

In attesa di definire i costi, e soprattutto di avere un riscontro sulle coperture da parte del Tesoro, il decreto legge per la scuola salterà un giro, si parla come prossima data papabile del 9 settembre, alla vigilia della riapertura di tutte le scuole. Sempre che il confronto con il ministro dell'economia, Fabrizio Saccomanni, si chiuda positivamente. Un risultato, questo, sul quale sono scettici gli stessi tecnici del ministero dell'istruzione che hanno scritto buona parte delle misure oggetto di esame. «Vanno stabilite le priorità, che devono essere il più possibile ad ampio impatto», dicono da Viale Trastevere.

(...)  É in discesa invece la quotazione della norma che autorizza i docenti con i requisiti per il pensionamento preFornero al 31 agosto 2012, e non al 31 dicembre 2011, ad andarsene in pensione: troppi i 200 milioni necessari per la copertura. Anche perché ci sono i docenti inidonei per motivi di salute, che la legge vorrebbe siano trasferiti, al di là di competenze e stato di salute, di forza tra gli Ata, ai quali dare una risposta. (...)

ItaliaOggi Azienda Scuola 03/09/2013

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.